Sulle abitudini di lettura del libro stampato e del testo digitale

Some remarks on reading habits of printed book and digital text

  • Francesco Vettori INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa)

Abstract [ita]

Gli appelli perché si intensifichi l’abitudine alla lettura sono così ricorrenti e sostenuti da interessi diversi che rendono inutile insistere sui benefici che apporta allo sviluppo delle più importanti facoltà umane, tanto che il suo apprendimento fa parte del sistema di istruzione obbligatoria. Anche le neuroscienze, che si sono presto interessate allo studio dei processi di lettura, visualizzando l’attività del cervello che legge, hanno sempre confermato l’importanza della scrittura.      Tuttavia occorre specificare di quale tipo di scrittura si sta parlando senza misconoscere il valore strumentale dello stesso alfabeto. Emerge allora che il suo uso ha comportato alcuni fraintendimenti, uno dei quali è stato considerare la scrittura alfabetica una neutrale trascrizione del messaggio orale. Il linguaggio naturale presenta invece alcune caratteristiche proprie, come l’inseparabilità di enunciazione e enunciato, da cui discende che i sistemi culturali che privilegiano la voce, come quello greco arcaico, cui si fa risalire l’invenzione alfabetica, assegnano alla scrittura delle funzioni molto diverse rispetto alle nostre e al lettore un ruolo sociale addirittura capovolto: chi leggeva, ad alta voce e per un uditorio di analfabeti, era infatti il più delle volte uno schiavo, che consegnava la propria libertà a quanto era stato scritto, cui non si attribuiva, come oggi accade, specie nel caso del testo letterario, alcun potere liberatorio e ricreativo. Appare dunque evidente che l’attività di lettura, nel corso del tempo, si è compiuta diversamente a seconda delle forme che la scrittura, unitamente al suo supporto, ha assunto e occorre riconoscere che anche la digitale si attua secondo regole proprie. A dispetto del luogo comune che registra una diminuzione del numero di lettori, oggi si legge molto più delle generazioni precedenti, solo che si ammetta quale prova altro dai testi canonizzati mentre il valore della scrittura sta mutando con il moltiplicarsi degli strumenti per scrivere e quindi di chi scrive. Una volta di più, la scrittura riesce allora inseparabile dall’oggetto in cui è prodotta, palesando che quella digitale crea dei testi non ancora trasformati in opere e mentre i primi si riproducono, mutandosi anche in ipertesti, le opere letterarie digitali restano difficili da individuare poiché il loro modello d’uso è spesso il libro stampato.

Abstract [eng]

The appeals to intensify the habit of reading are so recurrent and asserted in the name of so different interests that it seems unnecessary to insist on its benefits and its learning is fundamental part of the compulsory education system without objection. The neurosciences, which have taken up the study of reading processes, visualizing the activity of the brain that reads, confirm the importance of writing. However, it is necessary to specify what type of writing we are talking about, without underestimating that even the same alphabet has an instrumental value. It then emerged that its use also led to misunderstandings, one of which was considering it a neutral transcription of the oral message. Instead, the verbal language presents some characteristics of its own such as the inseparability of utterance and statement. From which it follows that the cultural systems that privilege the voice, like the archaic Greek, to which the invention of the alphabet is traced back, assign to the writing quite different functions from ours and a social role to the reader even reversed. Indeed the reader, aloud and for an audience of illiterates, was most of the time a slave, who gave his freedom to the writing to which were not attributed liberating and recreative powers as in the case, nowadays, of a literary text. It therefore appears evident that the reading activity, over time, has been carried out differently and that a first reason of transformation is given by the forms that writing takes on, together with its support, so it must be recognized that digital reading also assumes some peculiar rules. In spite of the cliché that complains a decrease in the number of readers, we read much more than previous generations, provided that one admits as proof not only the canonized texts, while the value of the writing is changing with the multiplication of tools for making it and therefore of the writers. Then the writing, once more, turns out inseparable from the object in which it is produced, revealing that the digital one creates texts that have not yet been transformed into works and while the former reproduce themselves, also mutating into hypertexts, digital literary works remains difficult to identify because their model of use still is the printed book.

Published
2021-05-02
How to Cite
VETTORI, Francesco. Some remarks on reading habits of printed book and digital text. DigitCult - Scientific Journal on Digital Cultures, [S.l.], v. 5, n. 2, p. 31-52, may 2021. ISSN 2531-5994. Available at: <https://digitcult.lim.di.unimi.it/index.php/dc/article/view/177>. Date accessed: 04 aug. 2021. doi: https://doi.org/10.53136/979125994120635.
Section
Articles