La Costituzione del digitale
The Constitution of the Digital

  • Mario Ricciardi Politecnico di Torino

Abstract

Esiste una società della globalizzazione? O una società del digitale? Qual è il ruolo della cultura e dell’elaborazione culturale nella formazione della ratio digitale? Il contributo riflette su queste domande individuando due grandi processi nella relazione tra cultura e società digitale. Il primo si afferma come processo di liberazione da un potere autoritario e repressivo, identificato principalmente nelle istituzioni pubbliche. L’obbiettivo è la libertà culturale dall’autorità e dalle “catene” che si sono costruite nel tempo attraverso il dominio culturale della mente alfabetica e del paradigma logico-sequenziale. Questa cultura, fondata storicamente sulla mente alfabetica, si identifica con la natura umana moderna e con la sua visione del mondo. Il secondo processo è una controrivoluzione. Al centro di questa controrivoluzione è il ridimensionamento e poi l’annullamento della centralità sociale dei produttori. I produttori moderni (del tempo della modernità) sono la personificazione dialettica e conflittuale dei capitalisti industriali (i padroni, gli imprenditori) con i salariati (gli operai, i disoccupati e alla fine i cittadini). L’obbiettivo primario è stato un ribaltamento dall’utopia dell’uguaglianza (presente nella critica al logocentrismo e nell’affermazione della parità globale di ogni punto della rete) alla realtà di un dominio feroce della disuguaglianza su scala globale.

Abstract [eng]

Is there a global society? Or a digital society? What is the role of culture and cultural development in the formation of the digital ratio? This contribution identifies two great processes in the relationship between culture and digital society. The former establishes itself as a process of liberation from an authoritarian and repressive power, identified mainly in public institutions. The goal is cultural freedom from the authority and the "chains" that have been built over time through the cultural domain of the alphabetic mind and the logical-sequential paradigm. This culture, historically founded on the alphabetic mind, is identified with modern human nature and with its vision of the world. The second process is a counter-revolution. At the center of this counterrevolution is the downsizing and then the cancellation of the social centrality of the producers. The modern producers (of the time of modernity) are the dialectical and conflictual personification of industrial capitalists (the bosses, the entrepreneurs) with the salaried workers (the workers, the unemployed and eventually the citizens). The primary objective was a reversal from the utopia of equality (present in the critique to logocentrism and the affirmation of the global parity of every point of the network) to the reality of a fierce domain of inequality on a global scale.

Published
2018-12-23
How to Cite
RICCIARDI, Mario. The Constitution of the Digital. DigitCult - Scientific Journal on Digital Cultures, [S.l.], v. 3, n. 3, p. 41-60, dec. 2018. ISSN 2531-5994. Available at: <https://digitcult.lim.di.unimi.it/index.php/dc/article/view/99>. Date accessed: 19 aug. 2019. doi: https://doi.org/10.4399/97888255208975.
Section
Provocations and Dialogues